Il mercato del pellet in Italia

Attualmente operano sul mercato all’incirca 90 aziende produttrici, situate per il 60% nel Nord Italia. La collocazione geografica della produzione rappresenta, quindi, un dato interessante: circa il 73% del pellet viene prodotto al Nord, in modo specifico in Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, regioni in cui operano alcuni importati produttori che coprono quasi il 60% della produzione nazionale.

Per l’anno 2007 la produzione di pellet è stata stimata essere pari a 650.000 t. L’intera produzione nazionale viene impiegata internamente; non vi sono, infatti, flussi di esportazione. La produzione non è, tuttavia, sufficiente a far fronte all’elevata domanda, che viene parzialmente soddisfatta da pellet di produzione estera. La quota di pellet importato da altri paesi non è definibile con certezza, anche a causa del fatto che i canali di importazione sono numerosi e fortemente diversificati. È possibile, tuttavia, stimare un’importazione netta, riferita al 2007, superiore alle 200.000 t, l’import gioca, quindi, un ruolo fondamentale per l’approvvigionamento nazionale. Dal 2003 ad oggi il consumo nazionale di pellet ha subito un incremento di oltre il 300%; nel 2007 sono state consumate oltre 850.000 t di pellet (figura 1),  dei 6,3 milioni prodotti in Europa, di cui 3 milioni destinati al consumo domestico.

Figura 1: consumo nazionale di pellet

È interessante evidenziare come la notevole espansione del mercato del pellet, abbia spinto alcuni imprenditori nazionali e partnership internazionali, ad avviare nuove attività produttive in altri paesi, prevalentemente dell’Est Europa, dove la materia prima risulta più facilmente disponibile e con costi contenuti. Le dimensioni di tale delocalizzazione produttiva sono, tuttavia, difficilmente quantificabili.

Attualmente le materia prime principalmente impiegate nel processo produttivo sono segatura, trucioli ed altri scarti di segheria, che complessivamente rappresentano oltre l’80% del materiale impiegato.

La quasi totalità del pellet commercializzato nel nostro paese è confezionato in piccoli sacchi. Infatti, i principali consumatori sono le piccole utenze private, rappresentate prevalentemente da stufe, la cui diffusione si stima essere superiore alle 800.000 unità, e da piccole caldaie per il riscaldamento domestico centralizzato. L’Italia rappresenta il primo mercato europeo delle stufe a pellet.

Nonostante la forte crescita e l’ampia diffusione, il mercato del pellet sta, attualmente, attraversando un periodo di criticità. Si tratta, infatti, di un mercato relativamente giovane che, negli ultimi due anni è stato caratterizzato da incertezza in termini di approvvigionamento e stabilità del prezzo.

Nel corso della stagione invernale 2005-2006 si verificò un mancato incontro fra domanda ed offerta, determinato da un incremento della vendita delle stufe a pellet del 144% che causò problemi in termini di approvvigionamento.

Nel 2006-2007 si verificò un incremento, fino al 54%, dei prezzi al consumatore finale.

Tali oscillazioni hanno colpito pesantemente il mercato, causando una diminuzione della fiducia da parte del consumatore finale ed una perdita della connotazione positiva del pellet rispetto ai combustibili fossili.

(Fonte: pellet-gold)

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