Cogenerazione e teleriscaldamento nelle politiche verdi dell’Alto Adige

Gli impianti di cogenerazione a gas naturale sono i più diffusi in quelle strutture medio-grandi che intendono diminuire gli sprechi energetici e quindi risparmiare sui costi per la produzione di energia termica ed elettrica; ma sempre maggiore importanza rivestono anche altri materiali utilizzabili per alimentare questi sistemi.

L’Alto Adige è una regione molto avanzata in ambito green: il 30% delle aziende investe in energie rinnovabili (contro il 23% del resto d’Italia), sono installati oltre 5.000 impianti fotovoltaici; 16 paesi sono “rinnovabili” al 100%, cioè il loro fabbisogno termico ed elettrico viene coperto da fonti energetiche rinnovabili.

Fra le varie iniziative nel senso della sostenibilità ambientale, l’Alto Adige, forte della quantità di legname offerta dai suoi boschi, ha cominciato già negli anni Novanta, ad utilizzare impianti di cogenerazione a biomassa per impianti di teleriscaldamento.

Il teleriscaldamento, che distribuisce acqua calda e vapore da una centrale alle abitazioni (che non avranno più necessità di singole caldaie) comporta grandi vantaggi, quali una drastica riduzione delle emissioni rispetto a quelle prodotte dalla somma dei singoli impianti, l’abbattimento dei rischi connessi al trasporto di combustibili e una minore dpendenza da società petrolifere straniere.

Dal 1993 al 2007 in AltoAdige sono stati messi in funzione 57 impianti di teleriscaldamento a biomassa, con un contestuale dimezzamento dei consumi di gasolio. Nel solo anno 2007 sono state tagliate 137.000 tonnellate di CO2.

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