Alcune considerazioni sulle agro-energie

Nel mondo moderno, l’utilizzo di energia è diventato strettamente indispensabile per lo svolgimento di molteplici attività.
L’uso indiscriminato di fonti energetiche ed in particolare di quelle fossili ha assunto proporzioni elevate, prova ne è il fatto che nell’ultimo secolo i consumi sono raddoppiati ogni 15-20 anni. Questo ha portato ad avere una situazione critica e un sensibile aumento dell’inquinamento del Pianeta, ma in compenso è aumentata la coscienza in merito all’esauribilità di tali risorse. A tal proposito gli organi Istituzionali nazionali e mondiali hanno intrapreso una serie di iniziative, per trovare delle soluzioni in merito. Nei diversi incontri e convegni sul tema si è cercato di rispondere alle svariate problematiche che interessano sia l’ambiente e sia l’aspetto sociale.

Per quanto riguarda l’ambiente si sono cercate soluzioni che portino alla riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera; mentre dal punto di vista sociale si è vagliata la possibilità di utilizzo di nuove fonti energetiche rispetto alle tradizionali. L’agricoltura italiana, inoltre, che da anni si trova costretta ad affrontare problemi derivanti dalla progressiva decrescita dei prezzi agricoli (che di conseguenza riducono sempre di più i margini economici di guadagno), può inserirsi in questo contesto come produttrice di alcune fonti energetiche rinnovabili, attraverso la creazione di filiere energetiche di origine agricola e che possano costituire una soluzione per trovare nuovi redditi.
Più semplicemente, la valorizzazione e l’utilizzo di potature e residui colturali; altrimenti considerati scarti di produzione e quindi destinati ad essere smaltiti con costi aggiuntivi, può costituire una nuova fonte di reddito per l’agricoltore.

A livello nazionale, sono stati finanziati dal MiPAF (Ministero per le Politiche Agricole e Forestali) diversi progetti regionali ed interregionali per lo sviluppo di filiere agricole per la produzione di biocombustibili.

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