Seconda conferenza nazionale sulle rinnovabili termiche a Roma

Dal 19 al 20 aprile 2011 si terrà a Roma la Seconda Conferenza nazionale sulle energie rinnovabili termiche; la conferenza, ad ingresso gratuito, offre la possibilità di conoscere tutte le principali novità del Decreto Legislativo 3 marzo 2011, n. 28 (Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili), le applicazioni tecnologiche e i nuovi meccanismi incentivanti per le rinnovabili termiche e l’efficienza energetica.

Un settore poco noto all’opinione pubblica ma che, secondo i Piani del Governo, deve contribuire per il 44% all’obiettivo nazionale di energia da rinnovabili al 2020, un apporto, cioè, di gran lunga maggiore di quello dell’eolico e del fotovoltaico (12%) su cui si è concentrato finora il dibattito politico. Un settore che si basa su un’industria già radicata in Italia, articolata su diverse filiere (termo-idraulica, termo-meccanica, condizionamento, agro-industria, etc.), con un enorme potenziale di fonti da sfruttare sul territorio e con la prerogativa di favorire un miglioramento più generale nei processi, in particolare nei consumi energetici dell’edilizia e nel riutilizzo dei residui agro-industriali.

La Conferenza si propone di diffondere la conoscenza delle principali tecnologie a rinnovabili termiche, evidenziando il loro potenziale applicativo e di penetrazione, la loro convenienza economica e gli ulteriori benefici per la collettività, in un quadro di crescente risparmio energetico; informare sui contenuti del recente Decreto rinnovabili e consultare le associazioni degli operatori sulle loro proposte riguardanti i decreti attuativi sulle rinnovabili termiche; sollecitare un dibattito politico sugli oneri in bolletta e sul rapporto costo/efficacia dei diversi meccanismi di incentivazione delle rinnovabili e dell’efficienza energetica; sottolineare il ruolo chiave dell’agricoltura nel favorire uno sviluppo delle energie rinnovabili basato sul recupero e valorizzazione energetica dei residui agricoli, piuttosto che sulla diffusione incontrollata di impianti di generazione incompatibili con le caratteristiche del territorio agricolo e del paesaggio nazionale;  evidenziare le relazioni fra nuovo conto energia per le fonti rinnovabili termiche e meccanismo vigente delle detrazioni fiscali del 55% per interventi di efficienza energetica nell’edilizia.

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