Problematiche delle ceneri

La presenza di ceneri nelle biomasse, che si ritrovano come residui di combustione, può determinare una serie di problematiche. Tra queste, in particolare, sono noti i problemi di corrosione, di ostruzione (fouling) e di deterioramento (slagging) delle superfici di scambio termico. Tali effetti si manifestano in dipendenza del comportamento della cenere, in funzione della temperatura, all’interno dei sistemi di combustione. In questi processi, la composizione chimica delle ceneri gioca un ruolo fondamentale. E’ noto dalla letteratura come alcuni elementi chimici possono condizionare il punto di fusione delle ceneri e, quindi, accentuare o ridurre determinati effetti nelle caldaie. La presenza di composti alcalini tende a determinare un abbassamento del punto di fusione delle ceneri e ad accentuare la formazione di depositi più tenaci e meno porosi, difficili da rimuovere meccanicamente. Per valutare la propensione al fouling dei combustibili solidi è stato elaborato un indice che si basa sul contenuto di K2O e Na2O (alcali) delle ceneri.

Oltre a queste problematiche, ad esempio, nell’ottica di smaltimento delle ceneri è noto che le biomasse contengono, a parità di energia, una quantità di ceneri maggiori rispetto ai carboni e con maggiori contenuti di alcali; ciò può compromettere la possibilità di smaltirli, come inerti, nei cementifici. I problemi delle ceneri poi si evidenziano anche a livello di emissione. Negli studi sulla combustione di molti tipi di biomasse si sono osservate, in certe condizioni, forti emissioni di incombusti e di ceneri volanti. Queste ultime sono considerate il principale veicolo di formazione e di trasporto di inquinanti molto pericolosi e sono difficili da abbattere come particolato.