Determinazione dell’umidità del pellet

La determinazione dell’umidità viene stimata mediante un metodo termo – gravimetrico, che consiste nel far evaporare l’acqua contenuta nel campione mediante l’uso del calore, la stima dell’acqua persa viene fatta tramite pesate.

Per la misura dell’umidità è necessario un recipiente non corrodibile e resistente alla temperatura, il campione viene messo nel recipiente prestando attenzione alla superficie da esso occupata, che deve corrispondere a 1 cm2 per ogni g di campione, questo per evitare ostacoli all’evaporazione.

La massa del campione da analizzare non deve essere inferiore a 300g, ma è buona norma che sia compresa tra 500 e 600g.


La produzione del pellet

Sul mercato esistono diverse tipologie di macchine per la produzione di pellet che utilizzano tecniche differenti nella produzione di pellet; inoltre il processo di pellettizzazione viene notevolmente influenzato dalla caratterizzazione del materiale di partenza, sia per quanto riguarda la natura del materiale o dei materiali (qualora si tratti di miscugli o miscele) impiegati, sia per quanto concerne le condizioni fisiche in cui si trova lo stesso materiale al momento della sua lavorazione (contenuto di umidità); in tali caratteristiche un gioco di fondamentale importanza è svolto dall’umidità del materiale.

Il processo di produzione di pellet può prevedere l’ausilio, o meno, di additivi che facilitino il legame tra le particelle del materiale; questo perché  i materiali presentano un’attitudine a “legarsi” tra loro differente secondo la tipologia delle particelle; l’additivo più comunemente usato è l’amido che ha la caratteristica di riuscire ad aggregare le particelle di segatura tra di loro ed al contempo non rilascia residui “nocivi” nel prodotto finale.


Un po’ di storia sul pellet

La storiografia colloca la creazione e l’utilizzazione del pellet nel settore specifico dell’alimentazione animale. Soltanto in seguito alla crisi energetica mondiale degli anni ’70 la ricerca tecnologica ha trasferito l’utilizzo del pellet dall’ambito consolidato della mangimistica a quello nuovo dei combustibili per il riscaldamento: tra il 1977 e il 1978 negli Stati Uniti e in Canada sono stati costruiti oltre 30 insediamenti industriali e, nei primi anni ’80, ha avuto inizio la produzione di pellet di legno come combustibile per il riscaldamento.

Tra le materie prime utilizzabili per produrre il pellet, la più interessante è proprio il legno; il pellet in realtà può anche venire prodotto attraverso la macinazione e la pressatura dei residui dell’industria del legno. In alcuni paesi europei si moltiplicano le iniziative volte all’utilizzazione di materiale ottenuto dalla manutenzione del verde pubblico o dai residui agricoli.


E’ nata Pro Pellets Italia

Pro Pellets Italia è un’associazione senza fini di lucro dei produttori di pellet che vuol riunire gli operatori interessati a vario titolo nella produzione del pellet. Compito dell’associazione è quello di proporre uno standard di qualità che potrà essere trasformato in normativa: in particolare si punta a creare un marchio di qualità del prodotto italiano.

L’associazione ha un sito internet in fase di strutturazione sul quale seguire gli sviluppi ed i programmi della stessa: Pro Pellets Italia 


Occorre lavorare sulla qualità del pellet

progetto-fuoco-pellet-qualita.jpgCirca un mese fa a Progetto Fuoco è stata presentata un’indagine dell’Università Politecnica delle Marche in merito alla qualità del pellet attualmente presente in commercio sul territorio nazionale.
Il risultato delle analisi ci indica che il pellet in commercio in Italia è generalmente di classe B in quanto soltanto 4 dei 40 campioni esaminati dal Laboratorio Biomasse di Ancona sono risultati in regola con tutti i parametri della classe A secondo quanto stabilito dalla normativa nazionale UNI.


Progetto Fuoco 2008

progetto-fuoco.JPGTante interessanti iniziative sono da aspettarsi alla prossima mostra “Progetto Fuoco” in programma dal 24 al 27 gennaio alla fiera di Verona. Alcune delle attività in programma saranno orientate al pellet ed al suo scenario attuale e futuro.


Pubblicata la norma tecnica UNI 11263

logouni.jpgE’ stata pubblicata alla fine di Novembre la la norma tecnica UNI 11263:2007 che tratta in materia di “Biocombustibili solidi – Caratterizzazione del pellet a fini energetici”. La presente può essere considerato  un documento che fissa i principi univoci per consentire una facile caratterizzazione del pellet per usi energetici, tenendo in considerazione aspetti tecnici, economici ed ambientali.


L’importanza delle analisi sul pellet

pellet.JPG

Come già trattato in precedenti post inerenti le analisi da effettuare per monitorare la qualità del pellet, i parametri  da determinare per verificare sono diversi, ognuno dei quali assume la propria importanza. Ma quali sono i parametri più importanti che un consumatore deve valutare sul pellet?


Nuovi materiali per produrre pellet

L’utilizzo energetico delle biomasse, in particolare sotto forma di pellet, sta attraversando in Italia una fase particolarmente positiva che ha visto aumentare in maniera esponenziale, nel corso degli ultimi anni, la produzione e l’utilizzazione di tale combustibile.
L’offerta dei produttori nazionali di pellet è lontana dal poter soddisfare la crescente domanda e le previsioni future presumono un’ulteriore impennata dei consumi.


Pellet Basket

Il “Pellet Basket” e’ un cestino di acciaio che permette di bruciare il pellet in impianti tradizionali quali camini, stufe, termocamini ecc.. Il Pellet Basket deve semplicemente essere alloggiato sul piano di fuoco.


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