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Un po’ di storia sul pellet


La storiografia colloca la creazione e l’utilizzazione del pellet nel settore specifico dell’alimentazione animale. Soltanto in seguito alla crisi energetica mondiale degli anni ’70 la ricerca tecnologica ha trasferito l’utilizzo del pellet dall’ambito consolidato della mangimistica a quello nuovo dei combustibili per il riscaldamento: tra il 1977 e il 1978 negli Stati Uniti e in Canada sono stati costruiti oltre 30 insediamenti industriali e, nei primi anni ’80, ha avuto inizio la produzione di pellet di legno come combustibile per il riscaldamento.

Tra le materie prime utilizzabili per produrre il pellet, la più interessante è proprio il legno; il pellet in realtà può anche venire prodotto attraverso la macinazione e la pressatura dei residui dell’industria del legno. In alcuni paesi europei si moltiplicano le iniziative volte all’utilizzazione di materiale ottenuto dalla manutenzione del verde pubblico o dai residui agricoli.

Per la produzione di pellet di legno i materiali impiegati sono i sottoprodotti delle utilizzazioni forestali (ramaglie, ceppi, potature varie) e, per la maggior parte, i residui della lavorazione del legno (scarti di legno vergine costituiti da residui di legno naturale di varia pezzatura) ciò in quanto nelle varie industrie del legno è molto elevato (e ancora crescente) l’autoconsumo degli scarti per impiego energetico aziendale e sul mercato di queste “materie prime seconde” i produttori di pellet debbono concorrere con i pannellifici e le cartiere. Comunque, in Italia, all’attualità, i problemi di approvvigionamento dei produttori di pellet non sembrano legati alla disponibilità di materiale ma piuttosto al suo prezzo e ai costi di trasporto, in quanto sul mercato di vendita i nostri produttori debbono concorrere con il pellet di importazione.

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