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Quanto pellet?


I primi dati disponibili sulla produzione e l’utilizzo del pellet sul territorio nazionale sono stati pubblicati nel 2002 in seguito alla fiera “Progetto Fuoco” tenutasi a Verona. In un convegno della manifestazione furono resi pubblici i primi numeri orbitanti attorno al pianeta pellet: in pratica il mercato nazionale ammontava ad un quantitativo di circa 150.000 tonnellate di pellet utilizzati, dei quali i 2/3, pari a 100.000 tonnellate prodotte sul territorio e 50.000 importate, per lo più dall’Austria.


L’anno successivo, nel 2003, la cifra era cresciuta sino a superare le 200.000 tonnellate di pellet prodotto e portando l’Italia ai primi posti in Europa come produttrice di pellet alle spalle della sola Svezia, che con oltre milione di tonnellate costituiva la nazione capostipite. Sebbene siano passati solo 4 anni dai dati sopra elencati, si sono avute numerosi “stravolgimenti” tanto che non risulta affatto facile dare una lettura odierna al mercato del pellet per quello che concerne le quantità in gioco.

Dei circa 40 produttori di pellet censiti nel 2002 e soprattutto dislocati nel Nord-Nord/Est dell’Italia, ai giorni nostri si è abbondantemente superata la quota dei 100 produttori, sparsi lungo tutto il territorio nazionale, senza contare l’apertura di numerosi mercati di importazione, non solo comunitari, ma anche extracomunitari, tra i quali ha fatto la sua comparsa anche la Cina!!!!
Alla luce di quanto detto risulta difficile ipotizzare delle cifre, ma altrettanto di difficile attuazione risulterebbe un censimento in materia.

 

Una risposta to “Quanto pellet?”

  1. Francesca Scrive:

    ho cambiato pellet ma la stufa si sporcava tantissimo. il tecnico dell’assistenza mi disse che c’era troppa percentuale di abete e questo faceva troppo pulviscolo di segatura. mi consigliò di comprare il faggio. mi sono recata dal rivenditore con questa richiesta e lui mi mostra un pellet della ditta amokè, un sacchetto blu con scritto grosso pellett di faggio/puro legno vergine. lo acquisto. arrivata a casa inforco gli occhiali e leggo le caratteristiche e leggo tronchi di conifere e tronchi di latifoglie, senza le percentuali. torno dal rivenditore per chiarire e lui perde 10 minuti a convincermi che il faggio è una conifera.
    torno a casa e chiamo la ditta produttrice, chiedendo come mai la loro etichetta inganna l’acquirente; il tipo esordisce dicendo che anche sulle confezioni del succo di frutta c’è scritto succo d’arancia e poi c’è dell’altro. lo blocco subito perchè non voglio essere presa in giro ulteriormente. allora si mette a spiegarmi tutte le fasi di produzione etc. e che la loro ditta ha la certificazione etc. la mia domanda è questa: di chi ci si può fidare? grazie per le risposte

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