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Il costo del pellet


Riflettendo su alcune considerazioni in merito al prezzo del pellet nell’ultimo quinquennio, sono emersi alcuni spunti degni di essere attentamente valutati i quali si prestano a differenti supposizioni. Circa due anni fa era facile, per non dire comune, trovare pellet a circa 180-250euro/tonnellata: tali cifre volevano significare che un sacco di pellet da 15 kg costava 2,70-3,75 euro.

Stando alle cifre che si leggono nei vari forum di incontro in rete, ma anche a quanto potuto appurare di persona, oggi queste cifre fanno sorridere: non è impossibile trovare sacchi di pellet ad un prezzo più che raddoppiato rispetto a quelli sopra riportati.

Pur prendendo per assodato il fatto che la domanda di pellet è aumentata al punto tale da superare l’offerta, ci si chiede se il costo del pellet attuale sia giustificato da tanta richiesta. L’altro scenario che ci preme sottolineare è il fatto che tutti i calcoli effettuati sulla economicità di utilizzo dello stesso pellet rispetto alle fonti energetiche tradizionali debbono essere rivisti e rivalutati in base all’impennata di prezzi. Conviene ancora riscaldarci con i pellet?

18 Risposte to “Il costo del pellet”

  1. rotondo come uno spigolo Scrive:

    Perche’ avete il cattivo gusto di sparare certe cazz.te ! Perche’ continuate ad affermare che il prezzo del pellet e’ tutt’oggi raddoppiato rispetto a 2,75-3,75? dovete forse mantenere alto il prezzo, per mantenere alto il valore dei magazzini di pellet che altrimenti sarete costretti a ingurgitare? ma fate un favore a qusto mercato che ormai avete fatto tramontare: CAMBIATE MESTIERE! ANDATE A GONFIARE PALLONCINI AL LUNA PARK. SIETE DEI BUONI A NULLA! SIETE PATETICI!!

  2. livton Scrive:

    Se posso dare il mio modesto parere sul caro prezzi…ebbene, ci si ha marciato alla grande. Vista la mancanza di materiale che si è registrata lo scorso inverno, tanti han cominciato ad alzare il prezzo in modo sconsiderato. Chi aveva la segatura ha pensato: adesso è il mio momento! Poi i produttori si sono accodati e pseudo-venditori tramite web con richieste di quantitativi folli fatti a più produttori ha fatto il resto. Mia esperienza personale: Febbraio 2006…grande azienda in Polonia 118 euro/ton “franco fabbrica”….60 giorni dopo 135….un mese dopo 145. Risposta: “se vuoi è così perchè ho la coda di ITALIANI!!! che tutti i giorni vengono con le loro richieste ed offrono di più” Morale? prezzo cresciuto artificiosamente e non solo per la richiesta, domanda di aumento produzione e segatura che schizza all’insù…finita quella vergine si è cominciato con i rifili di corteccia..poi foglie..aghi di pino….mobilume e legno da discarica macinato con formaldeide, vernici, colle..poi con la cippatura di ramaglie di potatura ed infine miscugli vari innominabili fra cui plastica e relativa diossina.
    Dulcis in fundo: il vezzo tutto ITALIOTA di pensare che tutto ciò che proviene dai crucchi sia ottimo: la ricerca spasmodica di pellet “from Austria” ha alimentato anche lì la speculazione al rialzo con prodotto che tante volte di austriaco aveva solo la scritta ma arrivava da ben altre parti….poi la moda “del più bianco è più bello” sono anche arrivati gli sbiancanti con nomi tipo “cloridrato di…” ecc..ecc…ed il cerchio attorno all’italica furbizia si è chiuso. Si aspetta con ansia una normativa seria ed obbligata e tanti forse dovranno rivedere un pò i loro miscugli: non dovrebbe solo avere l’aspetto del pellet, ma anche la sostanza ….chi vivrà vedrà. Saluti…fine trasmissioni.

  3. Amministratore Scrive:

    Purtroppo “sig. rotondo” non siamo nè commercianti nè produttori di pellet: il fatto che il prezzo del pellet sia raddoppiato negli ultimi anni è purtroppo un dato di fatto, una constatazione.
    Mi collego col messaggio del sig. Livton: il prezzo è cresciuto oltre il dovuto e si è tirata oltre modo la corda in tal senso che prima o poi, se non lo ha già fatto, si spezzerà. Con lo stesso Livton sono perfettamente daccordo sul fatto che l’adozione di una normativa in materia di qualità del pellet porterà alcune certezze in un mercato che ancora, sig. rotondo, ne ha ben poche……a parte l’eccessivo costo dei nostri amati cilindretti.

  4. Riccardo Scrive:

    Secondo me non si dovrebbe parlare del prezzo del pellet in generale, ma del suo andamento durante la stagione invernale. E’ proprio questo infatti il dato eclatante. In un sistema oligopolistico come quello del pellet dove a produrre sono ancora in pochi, l’utente finale viene ad essere un “price taker”. In altre parole il povero consumatore che non si può permettere di stoccare grossi quantitativi di pellet, si trova in balia dell’andamento, inesorabilmente crescente, dei prezzi al progredire della stagione invernale. Per fortuna alcune realtà produttive si sono rese sensibili nei confronti di questa situazione e stanno puntando ad una nuova politica dei prezzi. L’azienda “Ecopellet” ad esempio ha pensato bene di fissare un prezzo ad inizio stagione e di mantenerlo fino a fine inverno per tutti gli acquirenti fedeli al marchio “Ecopellet” appunto.
    Vorrei quindi concludere facendo un appunto sulla qualità del prodotto. A ragione è stata oggetto di altre discussioni anche su questo sito, tuttavia, a mio avviso, è stato commesso l’errore di scindere il tema qualità da quello del prezzo. Non dimentichiamo che la qualità ha un costo!

  5. Riccardo Scrive:

    Prova “Eco Pellet”
    Pellet chiaro di elevata qualità (faggio 30% rovere 20% e abete 50%) basso contenuto in ceneri (non sporca!!) a 3,50 € al sacco da 15 kg negli stabilimenti di Ecopellet a Perugia. Consegne in tutta italia senza ordine minimo. Chiaramente occorre valutare l’incidenza del costo del trasporto ma per ovviare a questo eventuale problema basta organizzare dei gruppi d’acquisto…il prezzo scende molto se si viaggia a pieno carico (fino a 240q).
    Inoltre, Ecopellet sta cercando di creare una rete di distributori in esclusiva su tutto il territorio nazionale, offrendo a questi tutta una serie di servizi aggiuntivi…a breve sul sito tutte le informazioni necessarie

  6. www.pellet16euro.com Scrive:

    visitate http://www.pellet16euro.com

  7. AgriFire® Scrive:

    A tutti gli interessati di un pellet:

    Economico
    Alta resa calorifica
    Basso contenuto di ceneri
    Zero incrostazioni

    Visitate il sito:

    http://roanacereali.com/agri_fire_homepage.html

    e fatevi fare un preventivo. (Naturalmente i gruppi d’acquisto risparmiano sul trasporto).

    AgriFire® il pellet misto di Legno e Cereali (gran parte MAIS).

    Saluti
    Francesco Rubello

  8. ViKtor Scrive:

    In effetti concordo in buona parte con la -giusta- polemica del Sig. Rotondo.
    Pellet di buona/ottima qualità austriaco (con tanto di indicazione di bassa umidità, alto rendimento ecc..ecc..) comprato ieri a Roma (che non mi sembra il massimo come risparmio) presso Leroy-Marlin (grossa distribuzione diffuso ormai capillarmente a livello europeo e quindi non è stata una “caccia al tesoro” trovarlo) anche 1 solo sacco (quindi al dettaglissimo!) da 15 Kg prezzo 3,80 €. Ovviamente io ne ho comprato diversi sacchi e siamo effettivamente (almeno qui a Roma) ancora ad inizio stagione. Vi saprò dire anche in futuro..

  9. Paolo Scrive:

    Caro sig.Riccardo.Eco Pellet (io abito a Cannara -PG) 3.5 euro ogni 15kg sono 23.3 euro /q + trasporto? . E’ mostruosamente molto caro, se si pensa a riscaldarci in modo esclusivo a pellet. Il prezzo ottimale e’ 16-17 euro /q. Altrimenti si va a metano. Io uso termocamino e/o metano. Lo scorso anno ho consumato 140 q di pellet per un costo 2240 euro+ 100 euro trasporto, solo riscaldamento (senza acqua sanitaria ne cucina). 2 anni fa ho consumato 2500 euro di metano annuo (riscaldamento+acqua sanitaria+cucina) Il pellet ingombra (11 bancali),lo devi caricare ogni sera etc.. . Se chi vende smette di fare la cresta ok altrimenti il mercato del pellet avrà una seria batosta.

  10. maurizio Scrive:

    sono un commerciante di legna vorrei saperne di piu dai rifornitori di pellet come si richiede ha mt.cubbi ho balle e il prezzo sul cuantitativo se ce opportunita di altri sconti

  11. barzagli2 Scrive:

    sig. Paolo ma 140q sono circa 14 bancali..che casa ha?..un castello.Io per 90 mtq di casa uso 2 bancali massimo e spendo circa 420€ circa che contro i 1200 di metano sono un bel guadagno.Mah!

  12. marco Scrive:

    Concordo con quanto afferma il sig. Paolo, il pellet per essere conveniente deve costare non oltre € 2,90 per un sacco di 15 kg.,oltre questa soglia vale la pena riscaldare a gas metano in quanto il riscaldamento con stufa a pellet è inanzitutto localizzato vicino alla stufa stessa, per cui è da considerarsi un supporto al riscaldamento tradizionale.Inoltre la stufa a pellet consuma corrente elettrica e non è da trascurare la sua incidenza, e necessita di essere pulita spesso per funzionare correttamente.Ultima considerazione, l’utilizzo della stufa a pellet genera movimento di polvere e l’ambiente è meno salutare che riscaldato in maniera tradizionale ( questo scotto deve essere almeno compensato dall’economicità del suo costo d’esercizio ).Se il mercato non tiene conto di questi fattori, l’utilizzo del pellet si fermerà perchè gli utilizzatori stanno prendendo conoscenza di ciò.

  13. Antonio Scrive:

    Salve a tutti!
    Io sono a Roma e ho trovato una novità che credo sia molto interessante:
    pellet 50% faggio – 50% caffè a 3 €/15kg ivato
    Potere calorifico 20.5 MJ/kg minimo
    Ceneri 2.5 % max
    Umidità 6% max
    INSOMMA…. mi sembrano tutti dati ottimi… voi che ne dite??

    Io ne ho presi 50 sacchi (tanto per fare una prova) e mi sembra che non sporchi per niente.
    Me lo propongono iva compresa a 3 euro (poi sarà 3,30) al sacco da 15 kg…. VOI CHE NE DITE??

    Mi date indicazioni???
    (la mia mail è eventissimi@gmail.com)

  14. Marco Scrive:

    NOVITA’ IL PELLET 100% CASTAGNO

    E’,NATURALE ECOLOGICO,PRIVO DI AGENTI LEGANTI,POTERE CALORIFICO CIRCA 18.500 KJ/KG,BASSA UMIDITA’,BASSO RESIDUO DI CENERI.
    PRODOTTO IN ITALIA SEGUENDO LE NORMATIVA ITALIANE ED UE.
    IL PELLET 100% CASTAGNO SCALDA TANTO E SPORCA POCO,PROVATELO E CAPIRETE!!!
    PER INFO:-marco.girino@yahoo.it
    IL MIO CELL:- 335/5910166 MARCO

  15. Amministratore Scrive:

    Ciao Antonio: i dati da te presentati risultano ottimi, ma in parte: quel 2,5% di ceneri è un dato un po’ alto se raffrontato con lo 0,5% circa di un pellet tradizionale. Sarebbe interessante anche verificare la qualità delle ceneri piuttosto che la quantità.

  16. SANDRO Scrive:

    La normativa 51731 specificata sul pellet ci assicura che il pellet e di qualità.Visto che di normative sono diverse quale normativa prendere in considerazione.

  17. MDB Scrive:

    Vorrei precisare alcuni elementi dei post di Paolo, Barzagli2 e Marco.

    Premmetto di essere il possessore di una caldaia a biomassa con la quale, nelle stagioni precedenti, ho scaldato la mia abitazione (villa di 400~mq., posizione collinare nel bresciano, dotata anche di caldaia a metano). Nel tempo mi è capitato di utilizzare diversi tipo di policombustibile, prevalentemente mais.

    Sottoscrivo pienamente le osservazioni di Paolo inerenti la convenienza economica del pellet che per essere alternativo al metano, necessita di un importo contenuto. L’efficienza delle caldaie a metano, l’assenza di approvigionamento e stoccaggio della fonte energetica, la ridottissima manutenzione e l’assolutà semplicità di impiego le rendono davvero concorrenziali. I motivi che orientano il consumatore a scelte alternative e rinnovabili non possono essere solo di carattere ecologico ma devono scontare, per essere commercialmente valide, anche una convenienza economica che supplisca – per così dire – all’impegno che una caldaia a biomassa richiede.

    A Barzagli2 e Marco vorrei rammentare la differenza d’impiego (probabilmente già a loro ovvia) tra caldaia e stufa (che però nel comune parlare spesso non è adeguatamente indicata o peggio è confusa). L’impiego di una stufa (generalmente di pochi KW) oltre a generare alcuni problemi come le polveri nell’ambiente domestico, difficilmente potrà essere davvero alternativo ad una caldaia poiché, a meno di condizioni logistiche particolarmente favorevoli (e come tali eccezionali) scalderà prevalemtemente (e forse fin troppo) un ambiente penalizzando gli altri spazi (principalmente per la potenza limitata – non paragonabile alle caldaie – anche in presenza di bocchette per convogliare l’aria, la cui efficacia è limitata). Quindi, per un riscaldamento omogeneo in un’abitazione ordinaria (con locali tramezzati) una stufa è complementare e non succedanea ad una caldaia (a pellet o tradizionale che sia) e spesso i commercianti non puntualizzano questo aspetto facendo invece intendere l’esatto opposto.

    Io, come Paolo, ho avuto modo di effettuare un obiettivo confronto tra consumo a metano (prima di installare la caldaia a biomassa) e consumo a pellet. Ebbene, media di 20° nella stagione invernale (fino ottobre – inizio aprile) la forbice di spesa è stata in favore del pellet per circa 300~€ rispetto ad un montante d’importo pari a 4500~€. Il risparmio è stato inferiore al 10%, direi troppo poco (oggettivamente) a fronte degli impegni che il pellet richiede ovvero: approvigionamento (anticipando tutta la spesa, altro che bollette cadenzate!) e stoccaggio, caricamento della caldaia (ogni 2/3 giorni), pulizia della caldaia (ancora ogni 2/3 giorni) e del locale (una volta alla settimana), pulizia della canna fumaria (ad inizio stagione) e altre amenità di minor rilievo (coclea, blocchi, etc…).

    Così leggendo sembrerebbe che io sia pro metano, ma non è così. Come scritto inizialmente, ho utilizzato la caldaia prevalentemente a mais (ad eccezione del primo anno in cui ho impiegato pellet poiché non sono riuscito ad approvigionare mais). Il mais, in quanto a impegno, richiede ancora maggiori sforzi del pellet (pulizia, ancorché sommaria, quotidiana!) però,… però negli anni scorsi lo ho acquistato (ad eccezione di una stagione) ad un prezzo che oscillava tra i 14,20€/q e i 17,30€/q (consegna compresa!). Allora il risparmio e perché no, anche la salvaguardia ambientale, ritrovano un significato!

    Spero di avere fornito un valido spunto di riflessione. Prima di congedarmi vorrei però, quasi da bastian contrario, riferire un ultimo fatto. La caldaia ora giace inutilizzata, attualmente scaldo casa a metano. Il mio carissimo suocero (persona d’altri tempi, davvero speciale) ci ha lasciati. Era lui che seguiva la caldaia, io lo aiutavo poco (ma proprio poco) indicandogli i set della temperatura, del tiraggio o del timer sul pannello che nonostante i tentativi gli era poco familiare. Da quando è mancato ed ho provato a sostituirlo, anche occupandomi della caldaia, mi sono reso conto di quanto sia impegnativo e vincolante seguirne il funzionamento (e non accenno nemmeno, come si converrebbe con un caldaia a biomassa, ad utilizzare diversi tipi di policombustibile in base alla disponibilità, come legna, cippato, noccioli o altro).
    Questo per restituire l’idea che una caldaia a biomassa richiede le attenzione di un animale domestico (se mi si permette il paragone), quotidianamente, senza sabato, domenica o festività ed io che, come tanti, ho un lavoro impegnativo, una famiglia e deli interessi personali davvero non riesco a “curare” anche la caldaia.

    Buon Anno!

  18. alberto Scrive:

    salve io vorrei mettere una stufa in pellet a casa mia per riscaldare principalmente una sola stanza: si tratta di un salone di circa 30 mq con una scala interna che porta su in una mansarda,per questo c’è parecchia dispersione e la mia impressione è che per riscaldarla con il classico calorifero a metano la spesa sarebbe elevata!premetto che si tratta di un ultimo piano con esposizione a est. qualcuno mi saprebbe consigliare? grazie

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