Archivio per ottobre, 2009
Cenerentolo è un aspiratore per per ceneri fredde in grado di pulire in un istante:
* Caminetti
* Stufe a legna
* Forni
* Stufe a pellet
* Barbeque
Cenerentolo è:
VELOCE: rimuove in pochi istanti e senza sforzo ogni traccia di cenere anche dagli angoli più nascosti
COMODO: il filtro si pulisce da solo: ristabilisce la giusta potenza di aspirazione ed evita la dispersione di ceneri
SICURO: Progettato e prodotto interamente in Italia, ha ottenuto le più prestigiose certificazioni di sicurezza internazionali.

Potere calorifico del pellet
Il potere calorifico, esprime il calore prodotto per unità di massa, dalla combustione completa della stessa.
Durante la combustione si producono alcuni prodotti di reazione, tra cui l’acqua, che viene definita acqua di combustione, essa viene prodotta dalla reazione fra idrogeno e ossigeno durante il processo.
A seconda delle condizioni in cui viene prodotta la combustione, l’acqua può condensare o meno, nel primo caso il calore di condensazione del vapore acqueo, viene ceduto e diventa calore utile, e si parla in tal caso di potere calorifico superiore, nel secondo caso l’assenza della condensazione del vapore d’acqua fa sì che il calore venga trattenuto dallo stesso.
Il potere calorifico superiore in genere viene utilizzato Continua a leggere: Potere calorifico del pellet
Le ceneri sono il residuo inorganico che si ottiene dopo trattamento termico del materiale sotto determinate condizioni; il contenuto in ceneri viene espresso percentualmente sulla massa, del campione da cui sono state ottenute, considerata secca.
L’analisi va condotta sotto rigide condizioni per quanto riguarda i tempi, il controllo della temperatura e la massa del campione.
Il campione, nello specifico il pellet, deve essere triturato fino all’ottenimento di una polvere fine, ne va presa ca.1g e messa in un crogiuolo, che deve essere necessariamente di materiale inerte quale, ceramica, silicio o platino, profondo 10-20 mm e con la base capace di ospitare 0,1g/cm2 di campione, il crogiuolo prima di iniziare le analisi deve essere messo in muffola a 550 gradi per 60 min. allo scopo di allontanare eventuali residui organici, va fatto raffreddare e, una volta raggiunta la temperatura ambiente, pesato.
Successivamente il campione viene posizionato nel crogiuolo secondo le indicazioni di cui sopra. Continua a leggere: Determinazione del contenuto in ceneri del pellet
La determinazione dell’umidità viene stimata mediante un metodo termo – gravimetrico, che consiste nel far evaporare l’acqua contenuta nel campione mediante l’uso del calore, la stima dell’acqua persa viene fatta tramite pesate.
Per la misura dell’umidità è necessario un recipiente non corrodibile e resistente alla temperatura, il campione viene messo nel recipiente prestando attenzione alla superficie da esso occupata, che deve corrispondere a 1 cm2 per ogni g di campione, questo per evitare ostacoli all’evaporazione.
La massa del campione da analizzare non deve essere inferiore a 300g, ma è buona norma che sia compresa tra 500 e 600g. Continua a leggere: Determinazione dell’umidità del pellet
La produzione del pellet
Sul mercato esistono diverse tipologie di macchine per la produzione di pellet che utilizzano tecniche differenti nella produzione di pellet; inoltre il processo di pellettizzazione viene notevolmente influenzato dalla caratterizzazione del materiale di partenza, sia per quanto riguarda la natura del materiale o dei materiali (qualora si tratti di miscugli o miscele) impiegati, sia per quanto concerne le condizioni fisiche in cui si trova lo stesso materiale al momento della sua lavorazione (contenuto di umidità); in tali caratteristiche un gioco di fondamentale importanza è svolto dall’umidità del materiale.
Il processo di produzione di pellet può prevedere l’ausilio, o meno, di additivi che facilitino il legame tra le particelle del materiale; questo perché i materiali presentano un’attitudine a “legarsi” tra loro differente secondo la tipologia delle particelle; l’additivo più comunemente usato è l’amido che ha la caratteristica di riuscire ad aggregare le particelle di segatura tra di loro ed al contempo non rilascia residui “nocivi” nel prodotto finale. Continua a leggere: La produzione del pellet
Un po’ di storia sul pellet
La storiografia colloca la creazione e l’utilizzazione del pellet nel settore specifico dell’alimentazione animale. Soltanto in seguito alla crisi energetica mondiale degli anni ’70 la ricerca tecnologica ha trasferito l’utilizzo del pellet dall’ambito consolidato della mangimistica a quello nuovo dei combustibili per il riscaldamento: tra il 1977 e il 1978 negli Stati Uniti e in Canada sono stati costruiti oltre 30 insediamenti industriali e, nei primi anni ’80, ha avuto inizio la produzione di pellet di legno come combustibile per il riscaldamento.
Tra le materie prime utilizzabili per produrre il pellet, la più interessante è proprio il legno; il pellet in realtà può anche venire prodotto attraverso la macinazione e la pressatura dei residui dell’industria del legno. In alcuni paesi europei si moltiplicano le iniziative volte all’utilizzazione di materiale ottenuto dalla manutenzione del verde pubblico o dai residui agricoli. Continua a leggere: Un po’ di storia sul pellet


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