Archivio per ottobre, 2009


Cenerentolo: pulire la cenere non è mai stato così semplice

29 ottobre 2009

Cenerentolo è un aspiratore per per ceneri fredde in grado di pulire in un istante:

* Caminetti
* Stufe a legna
* Forni
* Stufe a pellet
* Barbeque
Cenerentolo è:
VELOCE: rimuove in pochi istanti e senza sforzo ogni traccia di cenere anche dagli angoli più nascosti

COMODO: il filtro si pulisce da solo: ristabilisce la giusta potenza di aspirazione ed evita la dispersione di ceneri

SICURO: Progettato e prodotto interamente in Italia, ha ottenuto le più prestigiose certificazioni di sicurezza internazionali.

cenerentolo

Potere calorifico del pellet

29 ottobre 2009

Il potere calorifico, esprime il calore prodotto per unità di massa, dalla combustione completa della stessa.

Durante la combustione si producono alcuni prodotti di reazione, tra cui l’acqua, che viene definita acqua di combustione, essa viene prodotta dalla reazione fra idrogeno e ossigeno durante il processo.

A seconda delle condizioni in cui viene prodotta la combustione, l’acqua può condensare o meno, nel primo caso il calore di condensazione del vapore acqueo, viene ceduto e diventa calore utile, e si parla in tal caso di potere calorifico superiore, nel secondo caso l’assenza della condensazione del vapore d’acqua fa sì che il calore venga trattenuto dallo stesso.

Il potere calorifico superiore in genere viene utilizzato nelle macchine endotermiche o, più in generale, quando la combustione si potrebbe considerare a volume costante, se invece la pressione prodotta non viene contenuta in una camera, e la combustione si può considerare a pressione costante (quella atmosferica), il vapore acqueo si allontana senza condensare, è questo quello che avviene in genere nelle stufe e caldaie di nostro interesse, il calore utilizzato per il riscaldamento in tal caso, corrisponde al potere calorifico inferiore.

La normativa prevede la determinazione del potere calorifico superiore, in una combustione a volume costante e in cui il comburente è costituito da ossigeno a pressione controllata, mediante l’utilizzo di un calorimetro.

Il calorimetro da utilizzare segue lo schema classico, è costituito da un recipiente chiuso, riempito con acqua distillata, ed adiabatico, quindi capace di non scambiare calore con l’ambiente esterno.

Al suo interno è posizionata una bomba calorimetrica, dalle pareti buone conduttrici di calore, nella quale avviene la combustione, il comburente viene fornito iniettando ossigeno sotto pressione, il combustibile (in tal caso pellet ridotto in polvere), viene invece posizionato in un piccolo crogiolo, nella quantità di 0,7-0,8 g, una resistenza apposita sviluppa poi calore incendiando un filo di cellulosa, che come una miccia porta la fiamma a contatto con il combustibile, innescando la combustione vera e propria.

Il calore sviluppato viene ceduto alla bomba e da questa all’acqua, nel recipiente poi sono presenti un agitatore che favorisce la distribuzione della temperature all’interno della massa liquida, e un termometro molto sensibile, che registra le variazioni di temperatura nel tempo.

Determinazione del contenuto in ceneri del pellet

28 ottobre 2009

Le ceneri sono il residuo inorganico che si ottiene dopo trattamento termico del materiale sotto determinate condizioni; il contenuto in ceneri viene espresso percentualmente sulla massa, del campione da cui sono state ottenute, considerata secca.

L’analisi va condotta sotto rigide condizioni per quanto riguarda i tempi, il controllo della temperatura e la massa del campione.

Il campione, nello specifico il pellet, deve essere triturato fino all’ottenimento di una polvere fine, ne va presa ca.1g e messa in un crogiuolo, che deve essere necessariamente di materiale inerte quale, ceramica, silicio o platino, profondo 10-20 mm e con la base capace di ospitare 0,1g/cm2 di campione, il crogiuolo prima di iniziare le analisi deve essere messo in muffola a 550 gradi per 60 min. allo scopo di allontanare eventuali residui organici, va fatto raffreddare e, una volta raggiunta la temperatura ambiente, pesato.

Successivamente il campione viene posizionato nel crogiuolo secondo le indicazioni di cui sopra.

Determinazione dell’umidità del pellet

27 ottobre 2009

La determinazione dell’umidità viene stimata mediante un metodo termo – gravimetrico, che consiste nel far evaporare l’acqua contenuta nel campione mediante l’uso del calore, la stima dell’acqua persa viene fatta tramite pesate.

Per la misura dell’umidità è necessario un recipiente non corrodibile e resistente alla temperatura, il campione viene messo nel recipiente prestando attenzione alla superficie da esso occupata, che deve corrispondere a 1 cm2 per ogni g di campione, questo per evitare ostacoli all’evaporazione.

La massa del campione da analizzare non deve essere inferiore a 300g, ma è buona norma che sia compresa tra 500 e 600g.

La produzione del pellet

27 ottobre 2009

Sul mercato esistono diverse tipologie di macchine per la produzione di pellet che utilizzano tecniche differenti nella produzione di pellet; inoltre il processo di pellettizzazione viene notevolmente influenzato dalla caratterizzazione del materiale di partenza, sia per quanto riguarda la natura del materiale o dei materiali (qualora si tratti di miscugli o miscele) impiegati, sia per quanto concerne le condizioni fisiche in cui si trova lo stesso materiale al momento della sua lavorazione (contenuto di umidità); in tali caratteristiche un gioco di fondamentale importanza è svolto dall’umidità del materiale.

Il processo di produzione di pellet può prevedere l’ausilio, o meno, di additivi che facilitino il legame tra le particelle del materiale; questo perché  i materiali presentano un’attitudine a “legarsi” tra loro differente secondo la tipologia delle particelle; l’additivo più comunemente usato è l’amido che ha la caratteristica di riuscire ad aggregare le particelle di segatura tra di loro ed al contempo non rilascia residui “nocivi” nel prodotto finale.

Un po’ di storia sul pellet

27 ottobre 2009

La storiografia colloca la creazione e l’utilizzazione del pellet nel settore specifico dell’alimentazione animale. Soltanto in seguito alla crisi energetica mondiale degli anni ’70 la ricerca tecnologica ha trasferito l’utilizzo del pellet dall’ambito consolidato della mangimistica a quello nuovo dei combustibili per il riscaldamento: tra il 1977 e il 1978 negli Stati Uniti e in Canada sono stati costruiti oltre 30 insediamenti industriali e, nei primi anni ’80, ha avuto inizio la produzione di pellet di legno come combustibile per il riscaldamento.

Tra le materie prime utilizzabili per produrre il pellet, la più interessante è proprio il legno; il pellet in realtà può anche venire prodotto attraverso la macinazione e la pressatura dei residui dell’industria del legno. In alcuni paesi europei si moltiplicano le iniziative volte all’utilizzazione di materiale ottenuto dalla manutenzione del verde pubblico o dai residui agricoli.