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	<title>Pellet Blog &#187; Qualità Pellet</title>
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	<description>Tutto sul Pellet</description>
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		<title>Energy Calor è la prima azienda di pellet nazionale certificata DINplus</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 09:32:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Normativa Pellet]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità Pellet]]></category>
		<category><![CDATA[DIN plus]]></category>
		<category><![CDATA[Energy Calor]]></category>
		<category><![CDATA[pellet certificato DIN]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ Energy Calor la prima azienda italiana a mettere sul mercato pellet che ha ottenuto la certificazione DINplus, il programma di certificazione che prevede criteri qualitativi più restrittivi delle altre certificazioni presenti a livello comunitario, quali la DIN 51731 e la Ö-Norm M 7135. Con l’aumento dell’offerta di pellet sul territorio nazionale, spesso materiale importato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pellet-blog.it/wp-content/uploads/2010/07/pellet-certificato-DIN-plus.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-120" title="pellet certificato DIN plus" src="http://www.pellet-blog.it/wp-content/uploads/2010/07/pellet-certificato-DIN-plus.jpeg" alt="" width="150" height="129" /></a>E’ <strong>Energy Calor</strong> la prima azienda italiana a mettere sul mercato pellet che ha ottenuto la <strong>certificazione DINplus</strong>, il programma di certificazione che prevede criteri qualitativi più restrittivi delle altre certificazioni presenti a livello comunitario, quali la DIN 51731 e la Ö-Norm M 7135.</p>
<p style="text-align: justify;">Con l’aumento dell’offerta di pellet sul territorio nazionale, spesso materiale importato da paesi comunitari, ma anche extra Unione, <strong>l’aspetto legato alla qualità del materiale ha assunto una priorità rilevante</strong>:<span id="more-119"></span> anche i produttori sono sicuramente incentivati ad immettere sul mercato un prodotto qualitativamente superiore alla concorrenza per poter così crearsi una clientela affezionata e fedele. <strong>Il cliente dei nostri giorni ha affinato la tecnica di giudizio sul pellet</strong> acquistato ed i numerosi newsgroup sorti su internet permettono di scambiare opinioni e giudizi sui pellet utilizzati di fatto producendo una pubblicità positiva o negativa, gratuita per il produttore, ma che ha una capacità di arrivare al cliente finale molto persuasiva e convincente proprio perché fatta dai consumatori stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Resta indubbio che per raggiungere i traguardi di qualità fissati dalle norme presenti <strong>occorre lavorare e partire da un materiale vergine di qualità</strong>; purtroppo, ed in tal senso la storia e le situazioni accadute (leggasi pellet radioattivo) ce lo hanno insegnato,  produrre pellet non è cosa per tutti e senza un materiale di partenza di qualità non si può certamente produrre un pellet di qualità.</p>
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		<title>Occorre lavorare sulla qualità del pellet</title>
		<link>http://www.pellet-blog.it/qualita-pellet/occorre-lavorare-sulla-qualita-del-pellet-30</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 16:21:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Qualità Pellet]]></category>

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		<description><![CDATA[Circa un mese fa a Progetto Fuoco è stata presentata un&#8217;indagine dell&#8217;Università Politecnica delle Marche in merito alla qualità del pellet attualmente presente in commercio sul territorio nazionale. Il risultato delle analisi ci indica che il pellet in commercio in Italia è generalmente di classe B in quanto soltanto 4 dei 40 campioni esaminati dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.pellet-blog.it/wp-content/uploads/2008/02/progetto-fuoco-pellet-qualita.jpg" alt="progetto-fuoco-pellet-qualita.jpg" align="left" height="154" width="195" />Circa un mese fa a Progetto Fuoco è stata presentata un&#8217;indagine dell&#8217;Università Politecnica delle Marche in merito alla qualità del pellet attualmente presente in commercio sul territorio nazionale.<br />
Il risultato delle analisi ci indica che il pellet in commercio in Italia è generalmente di classe B in quanto soltanto 4 dei 40 campioni esaminati dal Laboratorio Biomasse di Ancona sono risultati in regola con tutti i parametri della classe A secondo quanto stabilito dalla normativa nazionale UNI.<span id="more-30"></span><br />
Lo ha detto a Progetto Fuoco in Fiera a Verona  Francesco Ciaschini dell’Università Politecnica delle Marche, intervenendo al convegno “Qualità e caratteristiche dei biocombustibili legnosi” organizzato dal CTI- Comitato Termotecnica Italiano.</p>
<p>L’analisi effettuata controllando 120 sacchi di pellet (3 per ciascuna delle 40 qualità esaminate, italiane e straniere) ha evidenziato che i parametri meno rispettati riguardano i contenuti di ceneri e la durabilità meccanica del pellet. Inoltre il 70% dei campioni ha mostrato un potere calorifico inferiore all’ottimale.</p>
<p>“Dobbiamo migliorare la durabilità facendo sì che nei sacchi il pellet non si sfaldi, e abbassare i valori delle ceneri” ha raccomandato Giovanni Riva del CTI sottolineando l’esigenza di arrivare ad uno standard di qualità del pellet e di far sì che quello di riferimento per tutti i produttori sia il pellet di classe A. L‘esponente del comitato che è un’associazione tra 500 industrie nonchè l’ente che per conto dell’UNI prepara gli standard per il sistema termotecnico, ha citato l’esempio dei produttori di pellet svedesi, i quali lavano i tronchi prima di preparare il prodotto.</p>
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		<title>Qualità del pellet</title>
		<link>http://www.pellet-blog.it/normativa-pellet/qualita-del-pellet-11</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Feb 2007 10:43:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Normativa Pellet]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità Pellet]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo post parte dal presupposto che il pellet presente in commercio non è tutto uguale ed aggiungerei io non ha tutto la stessa qualità. L&#8217;assenza di una normativa che definisca delle specifiche in materia di qualità del pellet non aiuta certo il consumatore nella scelta del pellet presente in commercio. Il Comitato Termotecnico Italiano (www.cti2000.it) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify" class="MsoBodyText">Questo post parte dal presupposto che il pellet presente in commercio non è tutto uguale ed aggiungerei io non ha tutto la stessa qualità. L&#8217;assenza di una normativa che definisca delle specifiche in materia di qualità del pellet non aiuta certo il consumatore nella scelta del pellet presente in commercio.</p>
<p align="justify" class="MsoBodyText">Il Comitato Termotecnico Italiano (www.cti2000.it) sta da alcuni anni lavorando alla stesura di una normativa tecnica che prevede diversi livelli di qualità del pellet a seconda dei parametri derivanti dalle analisi condotte appunto sul pellet.<span id="more-11"></span></p>
<p align="justify" class="MsoBodyText">I principali parametri caratterizzanti la qualità di un pellet sono:</p>
<ul>Diametro</ul>
<ul>Lunghezza</ul>
<ul>Umidità</ul>
<ul>Ceneri</ul>
<ul>Durabilità meccanica</ul>
<ul>Azoto</ul>
<ul>Cloro</ul>
<ul>Zolfo</ul>
<ul>Densità apparente</ul>
<ul>Potere Calorifico Inferiore</ul>
<p>
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