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	<title>Pellet Blog &#187; Produzione Pellet</title>
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	<description>Tutto sul Pellet</description>
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		<title>La produzione del pellet</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 08:59:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Produzione Pellet]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul mercato esistono diverse tipologie di macchine per la produzione di pellet che utilizzano tecniche differenti nella produzione di pellet; inoltre il processo di pellettizzazione viene notevolmente influenzato dalla caratterizzazione del materiale di partenza, sia per quanto riguarda la natura del materiale o dei materiali (qualora si tratti di miscugli o miscele) impiegati, sia per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul mercato esistono diverse tipologie di macchine per la produzione di pellet che utilizzano tecniche differenti nella produzione di pellet; inoltre il processo di pellettizzazione viene notevolmente influenzato dalla caratterizzazione del materiale di partenza, sia per quanto riguarda la natura del materiale o dei materiali (qualora si tratti di miscugli o miscele) impiegati, sia per quanto concerne le condizioni fisiche in cui si trova lo stesso materiale al momento della sua lavorazione (contenuto di umidità); in tali caratteristiche un gioco di fondamentale importanza è svolto dall’umidità del materiale.</p>
<p>Il processo di produzione di pellet può prevedere l’ausilio, o meno, di additivi che facilitino il legame tra le particelle del materiale; questo perché  i materiali presentano un’attitudine a “legarsi” tra loro differente secondo la tipologia delle particelle; l’additivo più comunemente usato è l’amido che ha la caratteristica di riuscire ad aggregare le particelle di segatura tra di loro ed al contempo non rilascia residui “nocivi” nel prodotto finale.<span id="more-35"></span></p>
<p>La pellettizzatrice consta essenzialmente di una tramoggia dalla quale la polvere cade sia per gravità sia spinta da coclee, all’interno di un cilindro, che porta una moltitudine di fori in senso radiale, chiamato trafila. L’azione di un cilindro interno rotante nello stesso senso della trafila e a piccolissima distanza da essa, consente di spingere il materiale all’interno dei fori, e di operare una notevole pressione, favorita dall’atrito che ne deriva, in grado di si sviluppare un notevole calore che disidrata il materiale e rende possibile i fenomeni di bachelizzazione</p>
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		<title>Fasi della produzione del pellet</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2007 12:55:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Produzione Pellet]]></category>

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		<description><![CDATA[La produzione di pellet a partire da legno è costituita da una serie di fasi che partono dal reperimento della materia prima ed arrivano al confezionamento del prodotto; in particolare le fasi fondamentali del processo di produzione  sono elencate di seguito: approvvigionamento della biomassa e suo eventuale trattamento di tipo meccanico (es.: eliminazione delle parti verdi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="line-height: 150%; text-align: justify" class="MsoNormal">La produzione di pellet a partire da legno è costituita da una serie di fasi che partono dal reperimento della materia prima ed arrivano al confezionamento del prodotto; in particolare le fasi fondamentali del processo di produzione<span>  </span>sono elencate di seguito:<span id="more-18"></span></p>
<ul>
<li>
<p style="line-height: 150%; text-align: justify" class="MsoNormal">approvvigionamento della biomassa e suo eventuale trattamento di tipo meccanico (es.: eliminazione delle parti verdi nel caso di materiale legnoso raccolto nei boschi);</p>
</li>
<li>
<p style="line-height: 150%; text-align: justify" class="MsoNormal">trasporto al luogo di stoccaggio;</p>
</li>
<li>
<p style="line-height: 150%; text-align: justify" class="MsoNormal">caricamento e ulteriori trattamenti di tipo meccanico finalizzati alla riduzione in scaglie, cippato (chiaramente nel caso in cui si utilizzi segatura questa voce non è prevista), eliminazione di eventuali materiali ferrosi, essiccazione, macinazione secondaria e condizionamento;</p>
</li>
<li>
<p style="line-height: 150%; text-align: justify" class="MsoNormal">trasformazione della biomassa in pellet tramite pressatura;</p>
</li>
<li>
<p style="line-height: 150%; text-align: justify" class="MsoNormal">post-trattamenti: raffreddamento del pellet e vagliatura per il recupero del materiale sbriciolato;</p>
</li>
<li>
<p style="line-height: 150%; text-align: justify" class="MsoNormal">stoccaggio del materiale in silos, ‘big-bag’ (sacchi da <metricconverter productid="1000 kg" w:st="on"></metricconverter>1000 kg) o sacchi da <metricconverter productid="15 kg" w:st="on"></metricconverter>15 kg e vendita al cliente.</p>
</li>
</ul>
<p style="line-height: 150%; text-align: justify" class="MsoNormal">Infine il prodotto, che è stato confezionato viene immesso sul mercato e può avvenire all’ingrosso o con vendita al dettaglio.</p>
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		<title>Produzione del pellet</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Feb 2007 09:31:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Produzione Pellet]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul mercato esistono diverse tipologie di macchine per la produzione di pellet che utilizzano tecniche differenti nella produzione; il processo di pellettizzazione viene notevolmente influenzato dalla caratterizzazione del materiale di partenza, sia per quanto riguarda la natura del materiale o dei materiali (qualora si tratti di miscugli o miscele) impiegati, sia per quanto concerne le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify" class="MsoBodyText">Sul mercato esistono diverse tipologie di macchine per la produzione di pellet che utilizzano tecniche differenti nella produzione; il processo di pellettizzazione viene notevolmente influenzato dalla caratterizzazione del materiale di partenza, sia per quanto riguarda la natura del materiale o dei materiali (qualora si tratti di miscugli o miscele) impiegati, sia per quanto concerne le condizioni fisiche in cui si trova lo stesso materiale al momento della sua lavorazione (in particolare il suo contenuto di umidità).<span id="more-6"></span></p>
<p align="justify" class="MsoBodyText">Il processo di produzione di pellet può prevedere l’ausilio, o meno, di additivi che facilitino il legame tra le particelle del materiale; questo perché i materiali presentano un’attitudine a “legarsi” tra loro differente secondo la tipologia delle particelle; l’additivo più comunemente usato è l’amido che ha la caratteristica di riuscire ad aggregare le particelle di segatura tra di loro ed al contempo non rilascia residui “nocivi” nel prodotto finale.</p>
<p align="justify" class="MsoBodyText">
La pellettizzatrice consta essenzialmente di una tramoggia dalla quale la polvere cade sia per gravità sia spinta da coclee, all’interno di un cilindro, che porta una moltitudine di fori in senso radiale, chiamato trafila, la quale può essere verticale oppure orizzontale. L’azione di un cilindro interno rotante nello stesso senso della trafila e a piccolissima distanza da essa, consente di spingere il materiale all’interno dei fori, e di operare una notevole pressione, favorita dall’atrito che ne deriva, in grado di si sviluppare un notevole calore che disidrata il materiale e rende possibile i il fenomeno di estrusione.</p>
<p><span style="font-size: 9pt"><br />
<em>(Da Wikipedia): L&#8217;estrusione è un processo di produzione di tipo deformazione plastica che consente di produrre pezzi a sezione cilindrica (tubi, profilati). Essa è utilizzata per i materiali metallici, la plastica e altre produzioni. Consiste essenzialmente nel forzare per compressione il materiale, allo stato pastoso, a passare attraverso una sagoma (nel nostro caso la trafila) che riproduce la sagoma esterna del pezzo che si vuole ottenere.</em></span></p>
<p align="justify" class="MsoBodyText">L’intera filiera che porta alla produzione di pellet a partire dai materiali base consta di differenti operazioni; le fasi fondamentali sono rappresentate dai punti che seguono:</p>
<p>- approvvigionamento della biomassa e suo eventuale trattamento di tipo meccanico (es.: eliminazione delle parti verdi nel caso di materiale legnoso raccolto nei boschi);<br />
- trasporto al luogo di stoccaggio;<br />
- ulteriori trattamenti di tipo meccanico finalizzati alla riduzione del materiale (chiaramente nel caso in cui si utilizzi segatura questa voce non è prevista),<br />
- eliminazione di eventuali materiali ferrosi;<br />
- essiccazione;<br />
- trasformazione della biomassa in pellet tramite pressatura;<br />
- raffreddamento del pellet;<br />
- confezionamento del pellet.</p>
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		<title>Materie prime per produrre pellet</title>
		<link>http://www.pellet-blog.it/produzione-pellet/materie-prime-per-produrre-pellet-5</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Feb 2007 09:07:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Produzione Pellet]]></category>

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		<description><![CDATA[Il materiale di partenza proviene maggiormente dall’utilizzazione dei residui forestali quali ramaglie, ceppi, e potature in genere o dagli scarti industriali delle lavorazioni del legno, principalmente sottoforma di segatura o trucioli, quest’ultimi formatesi ad esempio durante le operazioni di piallatura. In ogni caso il materiale da destinare all&#8217;operazione di pellettizzazione deve essere triturato fino all’ottenimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify" class="MsoBodyText">Il materiale di partenza proviene maggiormente dall’utilizzazione dei residui forestali quali ramaglie, ceppi, e potature in genere o dagli scarti industriali delle lavorazioni del legno, principalmente sottoforma di segatura o trucioli, quest’ultimi formatesi ad esempio durante le operazioni di piallatura. In ogni caso il materiale da destinare all&#8217;operazione di pellettizzazione deve essere triturato fino all’ottenimento di una polvere fine.<span id="more-5"></span></p>
<p align="justify" class="MsoBodyText">Lo sviluppo del mercato del pellet, dovuto in particolare all&#8217;espansione del commercio delle stufe a pellet atte ad utilizzarlo, ha fatto sì che la richiesta di tale biocombustibile superasse l&#8217;offerta di prodotto: si è così ricorso all&#8217;importazione di pellet da altri paesi comunitari e non, ma ci si è orientati anche alla ricerca di nuove materie prime con le quali produrre pellet.</p>
<p align="justify" class="MsoBodyText">Nel primo caso, alle importazioni di pellet da paesi aventi una certa tradizione in materia di bioenergie, quali l&#8217;Austria, si sono ultimamente aggiunti paesi emergenti dell&#8217;Europa orientale, quali Polonia ed alcuni paesi baltici; nella ricerca di nuovi materiali ci si è orientati verso i residui derivanti dall&#8217;attività agricola e forestale nonchè dell&#8217;industria alimentare.</p>
<p align="justify" class="MsoBodyText">Lo scenario sopra illustrato ha creato un po&#8217; di confusione per quello che concerne la qualità del prodotto importato: la mancanza di una normativa nazionale in materia di qualità del pellet non ha permesso di creare stabilità ed una standardizzazione del prodotto: inoltre l&#8217;utilizzo di nuove materie prime, estremamente eterogenee tra loro, presuppone un rigoroso controllo qualitativo dello stesso per verificarne l&#8217;attitudine ad un utilizzo energetico.</p>
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