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	<title>Pellet Blog &#187; Mercato Pellet</title>
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	<description>Tutto sul Pellet</description>
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		<title>Il mercato del pellet in Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 17:20:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mercato Pellet]]></category>
		<category><![CDATA[consumo pellet]]></category>

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		<description><![CDATA[Attualmente operano sul mercato all’incirca 90 aziende produttrici, situate per il 60% nel Nord Italia. La collocazione geografica della produzione rappresenta, quindi, un dato interessante: circa il 73% del pellet viene prodotto al Nord, in modo specifico in Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, regioni in cui operano alcuni importati produttori che coprono quasi il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Attualmente operano sul mercato all’incirca 90 aziende produttrici, situate per il 60% nel Nord Italia. La collocazione geografica della produzione rappresenta, quindi, un dato interessante: circa il <strong>73% </strong>del pellet viene prodotto al Nord, in modo specifico in Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, regioni in cui operano alcuni importati produttori che coprono quasi il 60% della produzione nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per l’anno 2007 la produzione di pellet è stata stimata essere pari a <strong>650.000 t</strong>. L’intera produzione nazionale viene impiegata internamente; non vi sono, infatti, flussi di esportazione. La produzione non è, tuttavia, sufficiente a far fronte all’elevata domanda, che viene parzialmente soddisfatta da pellet di produzione estera. La quota di pellet importato da altri paesi non è definibile con certezza, anche a causa del fatto che i canali di importazione sono numerosi e fortemente diversificati. È possibile, tuttavia, stimare un’importazione netta, riferita al 2007, superiore alle <strong>200.000 t</strong>, l’import gioca, quindi, un ruolo fondamentale per l’approvvigionamento nazionale. Dal 2003 ad oggi il consumo nazionale di pellet ha subito un incremento di oltre il <strong>300%</strong>; nel 2007 sono state consumate oltre <strong>850.000 t</strong> di pellet (figura 1),  dei <strong>6,3 milioni</strong> prodotti in Europa, di cui <strong>3 milioni</strong> destinati al consumo domestico.<span id="more-59"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Figura 1: consumo nazionale di pellet</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-60" title="pellet italia" src="http://www.pellet-blog.it/wp-content/uploads/2010/03/pellet-italia.jpg" alt="" width="339" height="311" /></p>
<p style="text-align: justify;">È interessante evidenziare come la notevole espansione del mercato del pellet, abbia spinto alcuni imprenditori nazionali e partnership internazionali, ad avviare nuove attività produttive in altri paesi, prevalentemente dell’Est Europa, dove la materia prima risulta più facilmente disponibile e con costi contenuti. Le dimensioni di tale delocalizzazione produttiva sono, tuttavia, difficilmente quantificabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente le materia prime principalmente impiegate nel processo produttivo sono segatura, trucioli ed altri scarti di segheria, che complessivamente rappresentano oltre l’80% del materiale impiegato (figura 2).</p>
<p style="text-align: justify;">Figura 2: materie prime impiegate nel processo produttivo</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-61" title="pellet mercato italia" src="http://www.pellet-blog.it/wp-content/uploads/2010/03/pellet-mercato-italia-300x220.jpg" alt="" width="358" height="262" /></p>
<p style="text-align: justify;">La quasi totalità del pellet commercializzato nel nostro paese è confezionato in piccoli sacchi. Infatti, i principali consumatori sono le piccole utenze private, rappresentate prevalentemente da stufe, la cui diffusione si stima essere superiore alle <strong>800.000 unità</strong>, e da piccole caldaie per il riscaldamento domestico centralizzato. L’Italia rappresenta il primo mercato europeo delle stufe a pellet.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante la forte crescita e l’ampia diffusione, il mercato del pellet sta, attualmente, attraversando un periodo di criticità. Si tratta, infatti, di un mercato relativamente giovane che, negli ultimi due anni è stato caratterizzato da incertezza in termini di approvvigionamento e stabilità del prezzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso della stagione invernale 2005-2006 si verificò un mancato incontro fra domanda ed offerta, determinato da un incremento della vendita delle stufe a pellet del <strong>144% </strong>che causò problemi in termini di approvvigionamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2006-2007 si verificò un incremento, fino al <strong>54%</strong>, dei prezzi al consumatore finale.</p>
<p style="text-align: justify;">Tali oscillazioni hanno colpito pesantemente il mercato, causando una diminuzione della fiducia da parte del consumatore finale ed una perdita della connotazione positiva del pellet rispetto ai combustibili fossili.</p>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #888888;">(Fonte: pellet-gold)</span></h5>
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		<title>Nuovi materiali per produrre pellet</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2007 12:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Info Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato Pellet]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;utilizzo energetico delle biomasse, in particolare sotto forma di pellet, sta attraversando in Italia una fase particolarmente positiva che ha visto aumentare in maniera esponenziale, nel corso degli ultimi anni, la produzione e l’utilizzazione di tale combustibile. L&#8217;offerta dei produttori nazionali di pellet è lontana dal poter soddisfare la crescente domanda e le previsioni future [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> L&#8217;utilizzo energetico delle biomasse, in particolare sotto forma di pellet, sta attraversando in Italia una fase particolarmente positiva che ha visto aumentare in maniera esponenziale, nel corso degli ultimi anni, la produzione e l’utilizzazione di tale combustibile.<br />
L&#8217;offerta dei produttori nazionali di pellet è lontana dal poter soddisfare la crescente domanda e le previsioni future presumono un’ulteriore impennata dei consumi.</p>
<p><span id="more-22"></span>La domanda di pellet, per la percentuale non coperta dalla produzione nazionale, viene pertanto soddisfatta mediante importazione di prodotto, principalmente dall’Austria e dalla Svezia, ma anche da Paesi terzi con conseguenti problematiche in ordine di qualità del prodotto.<br />
Al giorno d&#8217;oggi, la produzione di pellet in Italia è strettamente vincolata all&#8217;industria di lavorazione del legno i cui scarti, sotto forma di segatura, vengono raccolti e trasformati dagli impianti di pellettizzazione. La rapida diffusione di sistemi di riscaldamento civili a pellet, in particolare delle stufe, sta dando origine ad una vera e propria corsa allo scarto legnoso facendo lievitare il prezzo della segatura.</p>
<p>La possibilità di utilizzare<strong> materiali nuovi </strong>ed alternativi per produrre pellet, magari in opportune miscele con quei materiali conosciuti ed utilizzati sino ad oggi, può quindi costituire una nuova frontiera nella produzione e commercializzazione di tale biocombustibile.</p>
<p>Nell’ambito delle biomasse il pellet offre diverse opportunità, uniche nel settore:</p>
<ul>
<li>costituisce un prodotto con caratteristiche chimiche e fisiche molto costanti e producibile a livello di aziende agricole o di organizzazioni consortili delle medesime;</li>
</ul>
<ul>
<li>può essere prodotto a partire da diverse essenze legnose e sottoprodotti agricoli opportunamente miscelati tra loro, eliminando così l’estrema differenziazione del materiale di partenza.</li>
</ul>
<p>Nonostante ciò, in bibliografia non sono disponibili dati certi sulla possibilità di utilizzare i vari materiali resi disponibili dall’agricoltura o dalle coltivazioni dedicate alle biomasse residuali nella produzione di pellet.</p>
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		<title>Il costo del pellet</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2007 12:56:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Info Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato Pellet]]></category>

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		<description><![CDATA[Riflettendo su alcune considerazioni in merito al prezzo del pellet nell&#8217;ultimo quinquennio, sono emersi alcuni spunti degni di essere attentamente valutati i quali si prestano a differenti supposizioni. Circa due anni fa era facile, per non dire comune, trovare pellet a circa 180-250euro/tonnellata: tali cifre volevano significare che un sacco di pellet da 15 kg [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riflettendo su alcune considerazioni in merito al prezzo del pellet nell&#8217;ultimo quinquennio, sono emersi alcuni spunti degni di essere attentamente valutati i quali si prestano a differenti supposizioni. Circa due anni fa era facile, per non dire comune, trovare pellet a circa 180-250euro/tonnellata: tali cifre volevano significare che un sacco di pellet da 15 kg costava 2,70-3,75 euro.<span id="more-17"></span></p>
<p>Stando alle cifre che si leggono nei vari forum di incontro in rete, ma anche a quanto potuto appurare di persona, oggi queste cifre fanno sorridere: non è impossibile trovare sacchi di pellet ad un prezzo più che raddoppiato rispetto a quelli sopra riportati.</p>
<p>Pur prendendo per assodato il fatto che la domanda di pellet è aumentata al punto tale da superare l&#8217;offerta, ci si chiede se il costo del pellet attuale sia giustificato da tanta richiesta. L&#8217;altro scenario che ci preme sottolineare è il fatto che tutti i calcoli effettuati sulla economicità di utilizzo dello stesso pellet rispetto alle fonti energetiche tradizionali debbono essere rivisti e rivalutati in base all&#8217;impennata di prezzi. Conviene ancora riscaldarci con i pellet?</p>
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		<title>Quanto pellet?</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Feb 2007 15:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Info Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato Pellet]]></category>

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		<description><![CDATA[I primi dati disponibili sulla produzione e l&#8217;utilizzo del pellet sul territorio nazionale sono stati pubblicati nel 2002 in seguito alla fiera &#8220;Progetto Fuoco&#8221; tenutasi a Verona. In un convegno della manifestazione furono resi pubblici i primi numeri orbitanti attorno al pianeta pellet: in pratica il mercato nazionale ammontava ad un quantitativo di circa 150.000 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">I primi dati disponibili sulla produzione e l&#8217;utilizzo del pellet sul territorio nazionale sono stati pubblicati nel 2002 in seguito alla fiera &#8220;Progetto Fuoco&#8221; tenutasi a Verona. In un convegno della manifestazione furono resi pubblici i primi numeri orbitanti attorno al pianeta pellet: in pratica il mercato nazionale ammontava ad un quantitativo di circa 150.000 tonnellate di pellet utilizzati, dei quali i 2/3, pari a 100.000 tonnellate prodotte sul territorio e 50.000 importate, per lo più dall&#8217;Austria.</p>
<p align="justify"><span id="more-12"></span><br />
L&#8217;anno successivo, nel 2003, la cifra era cresciuta sino a superare le 200.000 tonnellate di pellet prodotto e portando l&#8217;Italia ai primi posti in Europa come produttrice di pellet alle spalle della sola Svezia, che con oltre milione di tonnellate costituiva la nazione capostipite. Sebbene siano passati solo 4 anni dai dati sopra elencati, si sono avute numerosi &#8220;stravolgimenti&#8221; tanto che non risulta affatto facile dare una lettura odierna al mercato del pellet per quello che concerne le quantità in gioco.</p>
<p align="justify">Dei circa 40 produttori di pellet censiti nel 2002 e soprattutto dislocati nel Nord-Nord/Est dell&#8217;Italia, ai giorni nostri si è abbondantemente superata la quota dei 100 produttori, sparsi lungo tutto il territorio nazionale, senza contare l&#8217;apertura di numerosi mercati di importazione, non solo comunitari, ma anche extracomunitari, tra i quali ha fatto la sua comparsa anche la Cina!!!!<br />
Alla luce di quanto detto risulta difficile ipotizzare delle cifre, ma altrettanto di difficile attuazione risulterebbe un censimento in materia.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
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		<title>Panoramica sul mercato del pellet</title>
		<link>http://www.pellet-blog.it/mercato-pellet/panoramica-sul-mercato-del-pellet-9</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Feb 2007 11:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mercato Pellet]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mercato del pellet ad uso energetico rientra in quello più generale del legno-energia, che a sua volta rientra in quello dell’energia da biomasse. Il mercato del legno più precisamente si divide nei settori specifici della legna da ardere, del cippato, delle bricchette e del pellet. Tra quelli elencati il mercato del pellet è quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify" class="MsoBodyText">Il mercato del pellet ad uso energetico rientra in quello più generale del legno-energia, che a sua volta rientra in quello dell’energia da biomasse.<br />
Il mercato del legno più precisamente si divide nei settori specifici della legna da ardere, del cippato, delle bricchette e del pellet.<span id="more-9"></span></p>
<p align="justify" class="MsoBodyText">Tra quelli elencati il mercato del pellet è quello che registra il tasso di crescita più elevato, anche se il livello di espansione possibile è lontano dall’essere raggiunto, tra i fattori limitanti allo sviluppo del mercato si può annoverare anche la non ottimale omogeneità del prodotto, un ulteriore impulso in merito potrebbe essere dato dall’adozione di una normativa, sulla base dei risultati ottenuti nei paesi che ne hanno previsto gia l’utilizzo.</p>
<p align="justify" class="MsoBodyText">Un livello standard produttivo è di assoluta necessità in quanto gli utilizzatori sono complementari al pellet, in quanto per es. le stufe che lo utilizzano possono essere alimentate solo con questo tipo di biocombustibile, a meno di alcune modifiche al sistema di alimentazione.</p>
<p align="justify" class="MsoBodyText">Il limite posto dalla disomogeneità del prodotto al mercato del pellet si capisce ancor di più se si fa presente che le suddette stufe, riescono ad utilizzare senza problemi il pellet a patto che abbia delle misure di sezione e lunghezza comprese in un range piuttosto limitato e che abbia una buona resistenza meccanica.</p>
<p align="justify" class="MsoBodyText">Nel mercato specifico del pellet come utilizzo della biomassa legnosa per fine energetico, troviamo ai primi posti dei paesi Europei</p>
<personname productid="la Svezia" w:st="on">la Svezia</personname>,</p>
<personname productid="la Danimarca" w:st="on">la Danimarca</personname>, l’Austria, e</p>
<personname productid="la Germania" w:st="on">la Germania</personname> e l’Italia.</p>
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