L’importanza delle analisi sul pellet
di: Redazione | in Analisi pellet | Tag: Analisi pellet, qualità pelletCome già trattato in precedenti post inerenti le analisi da effettuare per monitorare la qualità del pellet, i parametri da determinare per verificare sono diversi, ognuno dei quali assume la propria importanza. Ma quali sono i parametri più importanti che un consumatore deve valutare sul pellet?

Non vi è dubbio che il contenuto in ceneri, il potere calorifico e la durabilità sono i parametri sui quali focalizzare l’attenzione; in particolare il contenuto in ceneri può condizionare le condizioni di combustione e quindi l’efficienza della stessa; il potere calorifico ci fornisce una valida indicazione in merito al contenuto energetico del pellet e la durabilità è in grado di dirci se il pellet ha una buona attitudine a rimanere aggregato, evitando così perdite di materiale dovute al trasporto o allo stoccaggio dello stesso.
 
9 Commenti »
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Pubblicato il 13 03 2007 alle 11:18 | Numero: 1
QUESTO E’ L’ANNO DELLA BIOMASSA
Non hai un euro?
con il tuo comitato autonomo volete passare al business nel settore dell’energia per potervi acquistare macchine elettriche o a idrogeno, motori di schiietti, centrali per l’elettrolisi?
Hai un associazione di volontariato , croce rossa, assistenza disabili, solidarietà internazionale, e dovete rimpinzare le casse perchè siete al verde?
Sei il sindaco di un comune che si vuole gemellare con un comune povero per aiutarlo ad emergere con interventi mirati?
Volete costruire giardinetti con scivoli, ponti, giostre e altalene per bambini di ogni parte del mondo?
Non avete i soldi per finire di pagare il mutuo della casa?
Avete spese condominiali assurde e volete trovare la maniera di non pagarle in accordo con gli altri condomini?
La soluzione è la biomassa.
il perimetro del vostro condominio, giardino o della vostra azienda
un filare a bordo campo
un terreno incolto vicino alla ferrovia
il piazzale di un supermarket
il terreno dietro al cimitero
Le piante a bordo strade provinciali o comunali, ovviamente dove ci sono guard rail o al di là dei fossi, altrimenti le macchine ci vanno a sbattere.
il bordo di un canale
il bordo di una strada in sterrato
OVUNQUE POTETE PIANTARE ALBERI A COSTO QUASI ZERO (SEMI O TALEE AUTOPRODOTTE) CON IL PERMESSO DEL SINDACO O DEI PADRONI DEI TERRENI ED OTTENERE IN 6-7 ANNI GUADAGNI DA CAPOGIRO
Rubinie, querce, castagni, pioppi, noci ed anche ciliegi sono l’ideale.
Con la biomassa puoi fare concimi naturali, legno per mobili, pasta di legno per le cartiere, fibre vegetali, legna da ardere, frutti e semi (castagne, ciliege, noci, …), segatura, giochi per giardinetti d’infanzia, pali, bancali, ed anche case e pavimenti… qualsiasi cosa.
questo è l’anno della biomassa, ricordati.
QUESTO E’ L’ANNO DELLA BIOMASSA.
Pubblicato il 13 03 2007 alle 11:35 | Numero: 2
Sicuramente cenere pci e durabilità sono parametri validi…ma non ci dobbiamo dimenticare i metalli pesanti e l’aldeide formica.
Questi elementi non vengono MAI indicati comunemente ma sarebbero necessari per capire effettivamente cosa stiamo bruciando nelle nostre stufe.
Antonio
Pubblicato il 14 03 2007 alle 15:00 | Numero: 3
Gentile sig. Antonio, in effetti i parametri da lei indicati non sono mai presi in considerazione in quanto come assunzione di partenza nelle specifiche di produzione del pellet si intende l’utilizzo di biomassa vergine, quindi priva di qualsiasi “inquinante chimico” quali quelli da lei citati, in particolare dell’aldeide formica.
Mi risulta comunque che nella revisione della raccomandazione CTI, posta in revisione all’UNI verranno presi in considerazione alcuni metalli pesanti, quali Cromo, Mercurio, Cadmio e Piombo.
Alla luce di quanto esposto nel suo intervento l’adozione di una norma nazionale costituirà un punto di partenza per fare un po’ di chiarezza all’”universo pellet.”
Pubblicato il 06 04 2008 alle 20:46 | Numero: 4
e’ vero c’e’ ancora poca conoscenza degli inquinanti nel pellets la formaldeide e’ uno di essi enerlees forze e’ uno dei pochi produttori a certificare la estraneita di questa sostanza sicuramente non benigna. complimenti a questi sloveni che fanno pellets ancora da scarti di lavorazione e sono molto attenti all’inquinamento.
sono insigniti non a caso della pellets gold dal 23 gennaio se non erro
Pubblicato il 31 10 2009 alle 12:15 | Numero: 5
HO ACQUASTATO DEL PELLET MARCA ANWA HO DEI GROSSI PROBLEMI, PRATICAMENTE SI INTASA IL CESTELLO COME SE IL PELLET SI CRISTALIZZASSE.
COME RENDIMENTO E BUONO MA NON CAPISCO IL MOTIVO DI QUESTA RESINA CHE SI AMMASSA.
Pubblicato il 05 11 2009 alle 09:10 | Numero: 6
Ciao Sandro, probabilmente il problema è dovuto alla qualità delle ceneri e della materia prima che le producono: alcuni materiali non propriamente di origine forestale hanno una bassa temperatura di fusione e quindi in combustione cristallizzano dando i problemi da te citati.
Pubblicato il 30 11 2009 alle 21:53 | Numero: 7
cosa significa non propriamente di origine forestale (il pellet si cristalizza) che il pellet non è puro legno e cosa si può miscelare?
Pubblicato il 30 03 2010 alle 11:46 | Numero: 8
Scusami il ritardo con cui rispondo alla tua questione: con non propriamente forestale intendevo dire che magari possono esserci altre tipologie di materiali, come tu dicevi non propriamente legno, con cui è prodotto il pellet: mi ricordo di un pellet prodotto con scarti di lavorazione dei cerali: in tal caso occorre valutare la temperatura di fusione di tale materiale sensibilmente più bassa di quella di essenze quali faggio o abete. Spesso il materiale arriva da paesi esterni all’Italia e la qualità non sempre è certificata e certificabile.
Pubblicato il 03 01 2012 alle 18:31 | Numero: 9
Ciao, posso usare come fertilizzante per il mio orto, le ceneri prodotte dalla combustione del Pellet contenente metalli come cadmio, arsenico e piombo? Grazie